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di Martina Costa 

ORIANA FALLACI: UNA MISS NELLA MISSIONE DELLA VERITÀ

Su Rai1 è in onda la serie fiction “Miss Fallaci”, regia di Luca Ribuoli, Giacomo Martelli e Alessandra Gonnella, che racconta la vita di una delle giornaliste più famose del Novecento: Oriana Fallaci.
Nata a Firenze, Oriana, fin da ragazza, si interessò a temi legati alla politica, alla cultura e alla scrittura: passioni che la porteranno ad avviare la sua carriera giornalistica e letteraria, che prenderà il decollo quando inizierà a collaborare con alcuni periodici italiani. Inizialmente si occupò di cronaca mondana, cinema e costumi, che lei stessa definiva "i temi della gabbia dorata", per poi affermarsi a livello internazionale come una delle giornaliste e scrittrici più celebri.

"La ragazza del cinema", come veniva spesso definita, sente presto il bisogno di uscire da quella "gabbia dorata" che comincia a starle stretta. Il suo sogno era trattare temi politici, sentendo il bisogno di raccontare la realtà dei conflitti armati e le sofferenze che ne derivano.

Una “Miss” dall’occhio sempre critico e un carattere deciso, diretto; una “Miss” in un ambiente prettamente maschile, dove riesce a farsi spazio. Le donne erano, infatti, rare in questo settore, e ancor di più nel contesto del giornalismo di guerra, un campo che richiede una grande dose di coraggio fisico e psicologico. Fallaci, con la sua determinazione, è riuscita a sfidare le convenzioni del suo tempo, imponendosi come una delle reporter di guerra più importanti, nonostante le difficoltà legate alla sua condizione di donna.
Battaglie personali che porterà avanti con cura, nonostante le molte difficoltà della sua vita, ma che saranno fondamentali anche per la costruzione del suo pensiero critico. Una “Miss” anche nel farsi "prima" verso la "denuncia" delle condizioni delle donne. La sua carriera ha contribuito a cambiare la percezione del giornalismo e delle donne nella professione, segnando un'importante evoluzione nelle dinamiche del settore.

Aveva una visione del mondo complessa, non accettava compromessi, portava avanti un modo di pensare e di esporre che a volte risultava fin troppo incisivo, ma che "indossava" con eleganza e sobrietà, senza remore alcuna. Quando intervistava, lo faceva come una pioniera: interrogava leader mondiali con domande crude e dure, non di certo per sfida, ma per mettere in discussione chiunque, e per prima se stessa. Un approccio al giornalismo libero, aperto alla comprensione di tutti, senza inganni, senza veli.

Prima donna corrispondente di guerra nel 1967, con i suoi viaggi per il mondo, raccontava storie dalle quali imparava direttamente in loco. In sette anni, ha fatto ben sette viaggi in Vietnam, storie testimoniate nel romanzo Niente e così sia del 1969. E poi Stati Uniti, Medio Oriente, Egitto, Libano, Grecia, dove incontrerà anche l'amore dopo le turbolente vicende sentimentali degli anni precedenti. Ogni luogo lasciava un "report" anche nel cuore della giornalista: dolori, guerre, tensioni, opinioni ed esperienze personali che confluivano nei suoi articoli e romanzi, scritti con sincerità e coraggio, virtù che la proclameranno a livello internazionale.

A diciassette anni dalla sua scomparsa, avvenuta nel 2006, Miriam Leone indossa sul piccolo schermo gli abiti dell'Oriana Fallaci che visse durante gli anni della Dolce Vita in una Roma che "esplode" di cronaca raccontata dalla sua penna all’Europeo. Sfida il sistema, con coraggio e dignità, dotata di una penna affilata e uno spirito indomabile.

L'Italia del secondo dopoguerra e del boom economico, un'Italia certamente turbolenta. Oriana percepiva sia l'involuzione che l'evoluzione, la precarietà e le ricchezze, le guerre e la pace, cercando di mantenere il suo aspetto rigoroso e inflessibile nella ricerca della verità, anche a costo di mettere a tacere emozioni e soggettività. Un equilibrio che ha saputo trovare, mai divenendo spettatrice passiva degli eventi, ma contribuendo a definire in lei un pensiero critico, dove il sentimento sfida la realtà.

Tuttavia, c'è un "però": nonostante rimanesse lucida e dedita al suo lavoro, Oriana aveva voglia di schierarsi e di esporre le sue idee, a volte perché ciò significava mantenere fede alla verità del suo essere e ai suoi ideali, altre volte perché, semplicemente, era una bocca che nessuno poteva zittire. E oggi, diciamo: "Grazie, Oriana", perché hai saputo coniugare libertà di espressione tenendo fede alla tua libertà valoriale. Che non è poco, anzi è sinonimo di coraggio e grande forza.

Il suo impegno etico, preso senza paura di essere giudicata o fraintesa. Ancora una volta, "Miss", come veniva definita dai giornali dell'epoca, una "bellezza complessa", dotata di un intensissimo carisma e charme, che a volte allontanava l'immagine di giornalista e combattente per la verità. Lei ci restava male, perché sperava che oltre la sua bellezza fisica, emergesse la sua identità di intellettuale. Da sempre rifiutò le superficialità e disprezzò ogni tipo di etichetta di genere che cercava di sminuire l'immagine che voleva proiettare. In alcune interviste, dichiarò il disgusto verso l'idea che le donne dovessero essere giudicate in base alla loro apparenza, riducendole a meri oggetti di desiderio.

Questo era uno dei motivi per cui non sopportava che il suo valore venisse associato alla sua bellezza. E, alla luce di ciò, tornare sullo schermo con il titolo di “Miss” può sembrare un ossimoro. Ma, in realtà, è una sorta di riscatto per tutti quei momenti in cui si sentì quasi umiliata dal fatto che la sua figura venisse spesso ridotta alla sola bellezza, soprattutto considerando il suo importante impegno intellettuale e professionale.

La sua battaglia non fu solo contro il potere, ma anche contro l'idea, ancora troppo diffusa, che il suo successo fosse legato alla sua bellezza, piuttosto che al suo talento e alla sua determinazione come giornalista.
Allora, "Miss" lo è stata, Oriana, seppur inconsapevolmente, poiché è riuscita a ottenere la "fascia" della determinazione, della forza e dell'indipendenza. E questo grazie a un impegno e a un'incredibile dedizione al suo lavoro, che l'hanno resa un'icona nel suo campo.
Una "Miss" che ha saputo imporre, sempre con onestà, il proprio valore nel mondo, cambiando il panorama mediatico e raccontando la verità con una forza senza pari.
Perché, come scriveva qualcuno: "La bellezza è l'arte di essere se stessi senza paura."

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