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Eolie, "con il Kolossal su 'L'Odissea' la lucertola non sarà disturbata..."

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di Simone Olivelli

“I nostri protagonisti navigano vicino a uno scoglio in cui sono presenti delle creature misteriose”. Curiosando tra i documenti presentati alla Regione per chiedere l’autorizzazione a navigare vicino agli isolotti minori dell’arcipelago delle Eolie, qui e lì ci si imbatte in qualche riferimento alla sceneggiatura di The Odissey, l’opera che il regista Christopher Nolan sta girando nel Mediterraneo, Sicilia compresa.

L’istanza, che riguarda le zone al largo di Lipari e Panarea denominate Pietra del Bagno e Basiluzzo, è stata presentata dalla casa di produzione romana Wildside. Nei documenti si fa riferimento al titolo provvisorio della pellicola: Charlie’s Tale.
La commissione tecnica-specialistica dell’assessorato al Territorio sarà chiamata a valutare gli eventuali impatti ambientali delle riprese. Nello specifico all’attenzione della Cts è finita la valutazione d’incidenza ambientale (Vinca), la procedura necessaria a esaminare gli effetti di qualsiasi azione antropica su siti sottoposti a tutela.

Sirene e foche finte
“L’attività cinematografica, sia per durata che per estensione, non determinerà incidenza significativa, ovvero non pregiudicherà il mantenimento dell’integrità del sito”. Lo studio commissionato a una società palermitana che si occupa di servizi di ingegneria ambientale esclude che le riprese di quello che sarà uno dei film più attesi del prossimo futuro sia per tema – il poema epico di Omero – che per budget e cast stellari, tra cui spiccano i nomi di Matt Demon e Anne Hathaway, potranno in qualsiasi maniera condizionare gli habitat dei due isolotti che rientrano in aree riconosciute zona di protezione speciale (Zps) e, nel caso di Basiluzzo, anche zona speciale di conservazione.

“L’attività cinematografica non comporterà uso di risorse naturali, suolo e acqua, poiché le scene saranno girate dal mare e dall’aria, e le occupazioni delle aree saranno esclusivamente nella scogliera di Pietra del Bagno, non interessata da habitat prioritari, per piccoli oggetti e attrici, lontano dalle aree coperte da vegetazione come da report di sopralluogo”, viene riassunto nelle conclusioni.

Per provare quanto sostenuto, nello studio vengono sintetizzate le scene che si gireranno a ridosso delle Eolie. A Pietra del Bagno – scoglio di poco più di duemila metri quadrati che si trova a circa 450 metri a ovest di Lipari e che risale ad almeno 150mila anni fa – tra fine aprile e inizio maggio nell’arco di tre giorni dovrebbe essere girata la scena che vede l’imbarcazione protagonista navigare mentre sulla roccia ci dovrebbero essere sei attrici che interpreteranno altrettante sirene. Accanto a loro verrà posizionata una dozzina di foche, realizzate con schiuma in modo da renderle reali. “La scena – si legge nella relazione – prevede anche il tuffo di un attore in mare e la conseguente risalita sullo scoglio”.

La scena che interessa Basiluzzo, che con i suoi circa 28 ettari di estensione è l’isolotto più grande tra quelli minori delle Eolie, non prevede alcun contatto con la roccia ma tutt’al più l’uso di fumo di scena per creare atmosfera. Le riprese, stando al calendario riportato nel documento ma tuttavia suscettibile a variazioni, dovrebbero avvenire pochi giorni dopo quelle a Pietra del Bagno. “Durante navigazione i nostri protagonisti si imbattono in situazioni di pericolo, da cui riescono a scappare con difficoltà grazie alle loro abilità di navigazione”, è la sintesi della sceneggiatura che viene riportata nello studio d’incidenza ambientale.

La lucertola in via d’estinzione
“Le riprese avverranno dalle barche o dall’alto da un elicottero e i sorvoli non saranno sopra lo scoglio né sopra Basiluzzo ma in prossimità. I trasporti dei materiali, che interessano solo per Pietra del Bagno, comunque non saranno mai tramite elicottero”, viene spiegato nella relazione.

La preoccupazione in questi casi riguarda la possibile incidenza delle attività su animali e vegetazioni. Tuttavia, in entrambi i casi, tali ipotesi sono state esclude: sul fronte della fauna, oltre ai gabbiani che sostano con frequenza nelle due località, la specie di maggiore importanza è rappresentata dalla Podarcis raffonei, la lucertola delle Eolie. “È uno dei rettili europei a maggior rischio di estinzione ed è riportata nella lista rossa dell’Iucn (Unione internazionale per la conservazione della natura, ndr), sebbene ancora oggi non risulti opportunamente tutelata dalle direttive comunitarie – viene spiegato – La sua distribuzione è circoscritta agli isolotti di Strombolicchio, Scoglio Faraglione e La Canna; la consistenza globale delle popolazioni è di circa 1000 individui, mentre adesso è stata reintrodotta a Pietra del Bagno”. A riguardo la relazione fa cenno al progetto di ricerca denominato Save the Aeolian Lizard, che ha avuto l’obiettivo di studiare le possibilità di riprodurre in cattività e reintrodurre la lucertola nello scoglio che finirà sui grandi schermi in occasione della proiezione del film di Nolan. In merito all’importanza del rettile, nella relazione si legge che “negli ultimi anni, gli studi sulla biologia e l’ecologia ne hanno messo in luce una discreta plasticità e il grado di adattamento alle severe condizioni ecologiche degli ambienti micro-insulari”, motivo per cui si è deciso di “implementare strategie di conservazione di questo importante e fragile tassello della biodiversità”. Tutele che comunque, assicurano gli esperti, non saranno messe in crisi dalla presenza delle sirene e delle foche finte.(qds.it)

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