di Ennio Fiocco
Washington Irving, lo statunitense che amava il Mediterraneo.
Washington Irving (1783 + 1859) è stato uno scrittore, storico e diplomatico di New York City. Fece il suo debutto nel 1802 con una serie di lettere di osservazione presso il giornale The Morning Chronicle e raggiunse la fama internazionale nel 1819 con le sue eccellenti pubblicazioni. Completò una biografia in diversi volumi su George Washington e studiò legge, tanto che venne ammesso all'ordine degli avvocati. Continuò a coltivare la sua inclinazione letteraria e giovanissimo, nel 1804 a soli 21 anni, si imbarca con un brigantino da Genova - che all'epoca era sotto il dominio francese con Bonaparte -, e dopo essere scampato a dei pirati nel Tirreno, sbarca a Messina e da li prosegue nel suo itinerario nelle varie città.
Per Irving, il navigare sul Mediterraneo è stata sicuramente l'occasione per avvicinarsi o a ricordare i classici. Rappresenta indubbiamente il testimone oculare, tra gli scrittori statunitensi, di una svolta epocale nella storia europea con la caduta dei programmi napoleonici. Come evidenziato da S.M. Cicciò “ Al centro del Mediterraneo. Le relazioni commerciali e diplomatiche tra Messina e gli Stati Uniti (1784 1815)” - “ diventava strategicamente sempre più importante, Messina (che) si inserì nella fitta rete di relazioni che, dalla fine del Settecento, collegava il mondo imprenditoriale, politico diplomatico e culturale americano con quello della Vecchia Europa. La storia di Messina è indissolubilmente legata alle alterne vicende che hanno caratterizzato, nei secoli, la storia del suo porto naturale”.
L'Irving, sofferente di tisi, il 5 gennaio del 1805, arrivava a Messina ed era tra i primi cittadini americani a raggiungere in Sicilia. I suoi fratelli che erano commercianti “gli sovvenzionarono il viaggio onde arricchire la sua cultura e, così, assecondare la sua vena di scrittore, quando viene in Italia viaggia per mare, coerentemente con la scelta, per i tempi del tutto anti-convenzionale, che fa: vuole andare in Sicilia...tuttavia il viaggio per mare gli viene imposto dalle condizioni epidiemologiche del momento...la scelta di percorrere la via per mare, nel suo viaggio di andata in Sicilia, è frutto di una necessità...perché il viaggiare per mare gli potrà evitare di incontrare i famosi banditi. Dall'opera di Washington Irvings dal titolo “Notes and Journal of Travel in Europe 1804-1805”, ho estrapolato e tradotto il passaggio alle Eolie.
“Per le ultime quarantotto ore abbiamo avuto un buon vento favorevole...dopo l'alba siamo giunti in vista delle isole Lipari... Stromboli è distintamente visibile anche se non riusciamo ancora a distinguere il fumo dal suo cratere....La giornata è stata deliziosa e la brezza continua a soffiarci piacevolmente verso le “coste siciliane”. A poco a poco le isole Lipari sono diventate più visibili, Alicudi è stata la prima che abbiamo visto, dopodiché le altre sono state poco dopo avvistate. Si elevano audacemente dal mare e a un'altezza considerevole. Nel pomeriggio abbiamo potuto vedere chiaramente il fumo di Stromboli...Eolo ci ha certamente riservato un'accoglienza molto cortese nei suoi domini.
Le tempeste sono chiuse nelle loro caverne e ogni vento indomito è al sicuro legato nella sua rispettiva borsa di cuoio, solo una piacevole brezza è incaricata di condurci sani e salvi attraverso il suo impero e di spingerci verso il nostro porto destinato. Il sole è sceso in tutti gli splendori vantati di un cielo italiano, l'orizzonte brillantemente trasparente, con appena abbastanza nuvole per ricevere i suoi raggi di commiato e arricchire la prospettiva con una varietà di colori. La luna ha iniziato ad acquisire lustro dalla sua assenza...getta una pallida luce sulle acque: ora, potrebbe qualcuno desiderare un momento più delizioso per entrare nelle regioni di Eolia? Non sono forse il clima e le prospettive sufficienti a ravvivare l'immaginazione senza l'idea di passare tra i luoghi più insoliti e romantici?
Stromboli inizia appena a mostrare i suoi fuochi...Siamo ancora troppo lontani perché appaiano di grande entità, anche se la luce è molto brillante....I capitani genovesi mi informano che in caso di maltempo questo vulcano è particolarmente violento nelle sue eruzioni, lanciando continuamente pietre con un gran rumore e che fa un forte ruggito quando soffia il quarto vento...Le esplosioni di quest'isola non hanno risposto alle aspettative che mi ero fatto dalle descrizioni fornite da Brydone e altri viaggiatori, né per la loro magnitudo né per l'altezza a cui vengono lanciate....
Sebbene non ci sia molto terreno su cui coltivare, ha un certo numero di abitanti, che risiedono principalmente in un piccolo villaggio....I frutti principali dell'isola sono l'uva e non in grandi quantità...allume, nitro, ecc. e ottimi fichi, uvetta, ribes e altri frutti (e) ricco vino dolce tenuto in grande stima chiamato Malvasia”.

