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Categoria: Opinioni

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di Carlo D'Arrigo*

Due aprile, giorno dell’autismo

Il due aprile è la Giornata Mondiale dell'Autismo, ricorrenza istituita a livello internazionale per sensibilizzare gli Stati membri delle Nazioni Unite al riconoscimento delle varie forme dello spettro autistico. L'autismo indica un insieme di disturbi dell'età evolutiva come la capacità comunicativa e la difficoltà di interazione sociale. Obiettivo di questa ricorrenza è migliorare la qualità della vita delle persone autistiche e risolvere le disabilità associate. E’ l'Arcobaleno l’Immagine che rappresenta l'orgoglio e la diversità delle persone autistiche.

Come suggerisce l’infinito dell’Arcobaleno, lo spettro autistico è indice delle infinite possibilità che ha l’autistico di affrontare e risolvere i suoi problemi sociali. I soggetti autistici presentano un'intelligenza nella media o persino superiore alla media, ciò dice che le loro capacità cognitive generali sono, spesso, superiori alla norma. Alcune persone autistiche possono avere difficoltà a modulare il tono della voce o a gestire il ritmo della conversazione in modo simile alle persone neuropatiche. Questo può risultare in un tono di voce monotono o, in certi casi, persino drammatico. L'autismo è ereditario?

Le cause dell'autismo sono, ancor oggi, sconosciute. Alcuni ricercatori concordono nel dire che possano essere genetiche ma che alla comparsa di questa patologia concorrano ancora cause neurobiologiche e fattori di rischio ambientali. In altre parole la diagnosi è quasi impossibile e i primi segni si avvertono a qualche anno dalla nascita. AutismScreen è il test genetico non invasivo sviluppato da Eurofins Genoma Group, considerato il più avanzato laboratorio europeo di diagnostica molecolare con sede a Roma. Ma, purtroppo, ancora oggi la diagnosi delle Sindromi dello spettro Autistico non è semplice e viene fatta solo sulla base di indicatori comportamentali, dopo la nascita.

Cosa scatena l'autismo? In realtà le cause dell'autismo sono sconosciute e a diagnosticare tale disfunzione sono i Neuropsichiatri infantili, Neuropsicologi, e i Logopedisti. I primi segnali di autismo nei bambini sono il ritardo o la regressione dello sviluppo del linguaggio e della capacità di entrare in relazione con gli altri e i comportamenti ripetitivi e stereotipati. La terapia migliore è rasserenare la persona autistica, parlando normalmente e dolcemente, facendola giocare in un ambiente silenzioso e senza stimoli significativi dove sia lui l’attore e a riempire l’ambiente con le sue richieste, le sue necessità e, come spesso accade, con i suoi sorrisi.

*Fisico e già docente all'Università di Messina 

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L’arte di convincere

Chi fa politica, ed è all’opposizione del reggente governo, ha necessità di fare proseliti, di convincere con atti e parole che lui è “meglio”, che lui sa governare, è nel giusto e potrà fare tanto per migliorare la vita del popolo. Tredici anni fa la ministra Fornero ha pianto davanti alle telecamere e alla presenza dell’allora Presidente Monti. Stava per dire che bisognava fare sacrifici, economici ovviamente.

Non si potevano aumentare gli stipendi e nemmeno le pensioni medio-minime salvaguardando soltanto le retribuzioni da “fame”, quelle da seicento o ottocento euro. Si, perché i soldi per salvare l’Italia, l’Europa e forse il Mondo, si dovevano trovare nelle retribuzioni di chi si alza al mattino per pochi spiccioli. Era vero? No, perché il mancato adeguamento retributivo non ha apportato alcun vantaggio alle casse dello stato anzi, come accaduto, ha contratto i consumi e diffuso panico fra le famiglie meno abbienti. Ma il fine della manovra forneriana era distribuire miseria e terrore. Ricordate il covid? Più o meno la stessa cosa.

Ma la scena del pianto ad effetto si ripete oggi come allora. Proprio qualche giorno fa è andato in scena un altro pianto ad effetto. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva appena revisionato lo spirito del manifesto di Ventotene, un documento scritto nel 1941 da alcuni confinati nell’Isola di Ventotene dal folle regime fascista. Il “manifesto” è un proclama alle libertà ma, unitamente a questi propositi, si dilunga su idee e concetti oggi non ricevibili. Tra questi la negazione della proprietà privata, il potere dittatoriale e altre forme non certo applicabili in un paese dove i padri costituzionali hanno steso un documento costituzionale ben più logico e umano che affonda le radici nelle idee e nei sacrifici di Luigi Sturzo, di De Gasperi e di tutti quanti hanno dato il sangue per l’Italia.

Ma le parole della Meloni, peraltro assolutamente corrette, non sono piaciute all’onorevole PD Federico Fornaro che replica nell’aula della Camera alle “inaccettabili” parole della presidente del Consiglio Meloni che, leggendo in aula alcuni passaggi del manifesto di Ventotene, ha affermato che quella “non è la mia” Europa. Parole che, ribatte Fornaro, costituiscono “un atto grave nei confronti del Parlamento e della storia di questo paese”. Ma le parole di Fornaro sono state espresse in maniera gridata, contorta, violenta, aggrovigliate in una seguenza fonica che non ne permettevano la normale intellegibilità. Sembrava proprio la voce ostentoria, arrabbiata e violenta di quel Benito Mussolini da lui, giustamente, rinnegato al microfono dell’Eiar.

Mancava, ovviamente, il grido “Italiani”! Ma l’onorevole del PD non si è fermato a parlare perché subito dopo sono scappate le lacrime. Emozione vera? Emozione sentita o ad effetto? L’Onorevole Fornaro, con le sue lacrime, ha convinto nuovi elettori? Ha fatto proseliti? Le lacrime della Fornero non hanno convinto nessuno, anzi dopo tredici anni è stata criticata aspramente. E dopo 13 anni queste lacrime avranno un seguito? Credo proprio di no, la gente si abituata a piangere ma per cose ben più gravi, ben più serie. La gente piange per la disperazione di non riuscire a legare il pranzo con la cena. Gli onorevoli con il pianto facile farebbero bene a mettersi da parte.

Marzo, mese dell’udito
Le difficoltà a percepire e comprendere la voce degli altri non devono essere sottovalutate perché degradano la qualità della vita. Un mio maestro amava ripetere “la cecità allontana le persone dalle cose, la sordità allontana le persone dalle persone”. L’ipoacusia interessa ogni fascia di età, ed è importante intervenire sempre con una diagnosi precoce. Fare prevenzione permette curare efficacemente la patologia ed evita successivi ed elevati costi sociali. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in occasione della Giornata internazionale per la cura dell’orecchio che si celebra il 3 marzo stima in oltre 500 milioni a livello mondiale le persone che soffrono perdita di udito.

Le iniziative del mese di marzo mirano a sensibilizzare e promuovere l'assistenza uditiva in tutto il mondo. Oltre agli anziani, affetti da presbiacusia, vi sono anche oltre 30 milioni di bambini sotto i 15 anni colpiti da perdita dell’udito. Nei più piccoli la causa prima sono le infezioni dell’orecchio, semplici otiti facilmente curabili con gli antinfiammatori oggi ben disponibili. Nel passato “semplici otiti” non terapizzate in tempo, o non curate affatto, hanno creato i cosiddetti sordo-muti. Cosiddetti perché il “mutismo” non esiste ma è la privazione dell’udito, e la conseguente mancata percezione delle parole, che limita la formazione del linguaggio. Il recupero della funzione uditiva è pertanto determinante anche in tenera età.

Malattie infettive come rosolia, meningite, morbillo e orecchioni acquisite durante la gravidanza possono causare la perdita dell’udito, oltre naturalmente all’esposizione a rumori eccessivi e cause genetiche. La sordità, oltre agli aspetti prettamente sanitari, impone riflessioni e azioni su tutto ciò che riguarda la percezione sonora della persona. Così educazione, informazione, comunicazione, collocamento al lavoro, vita sociale necessitano della funzione uditiva per una sempre migliore qualità della vita.

Sempre secondo i dati OMS, il 50% dei casi di ipoacusia, infatti, può essere prevenuto semplicemente con una maggiore informazione e con l’adozione di corretti stili di vita soprattutto per i più giovani come non abusare di cuffie o auricolari, oppure utilizzare sempre i tappi per le orecchie quando si frequentano luoghi di lavoro o di intrattenimento particolarmente rumorosi. Come curare la perdita uditiva? E’ preventivamente opportuno dire che non esiste un generica forma di sordità, come spesso si sente dire. L’abbassamento dell’udito ha differenti genesi e la terapia va adattata caso per caso.

Nel caso delle otiti citate è importante avviare subito la terapia antinfiammatoria e antibiotica, così come per qualunque forma virale. Quando la sordità è dovuta a un degrado dell’orecchio interno non è possibile curare farmacologicamente ma è d’obbligo l’uso della protesi acustica, dispositivi che oggi hanno raggiunto elevatissimi gradi di specializzazione e di adattamento al paziente. Infine se la perdita uditiva è di particolare gravità, o interessa il nervo acustico, si può ricorrere all’orecchio bionico o Impianto Cocleare che rappresenta una efficace applicazione sinergica di audiologica e informatica.

Chiaramente lo specialista, audiologo o otorino, saprà cosa meglio consigliare. Parola d’obbligo è non perdere tempo e rivolgersi ai clinici specifici.

Il 14 marzo 1879 nasce Albert Einstein, genio per antonomasia

Albert Einstein è uno dei nomi più sentiti di tutti i tempi, per le sue scoperte in campo fisico e matematico che hanno cambiato la concezione stessa dell’universo e le dinamiche cosmiche che lo pervadono. Conosciuto per la nota formula E=mc2, (energia uguale a massa moltiplicato la velocità della luce al quadrato), Albert Einstein ha creato le basi della fisica moderna e lo portarono ad essere insignito del premio Nobel per la fisica nel 1921, per il suo lavoro sull’effetto fotoelettrico. Grazie ad Einstein è stato scoperto che la luce possiede natura bivalente, ondulatoria come quella delle onde radio e corpuscolare o fatta di particelle, a seconda delle specifiche interazioni considerate.

Ma, soprattutto, elaborò la teoria della relatività generale mostrando il legame spazio-tempo. Purtroppo le teorie di Einstein furono utilizzate per lo sviluppo della più grande nefandezza umana, la bomba atomica. Einstein non prese mai parte al progetto Manhattan, quel progetto che portò gli Americani all’atomica e alla distruzione delle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki. Anzi, Einstein lottò egli stesso per l’abolizione di queste armi di distruzione. Nota è la sua frase in merito: “Se solo l'avessi saputo, avrei fatto l'orologiaio”. Certo militò al fianco del fisico Robert Oppenheimer, uno degli scienziati che prese parte al progetto citato, e di cui si ricordano le sue parole “Ora sono diventato la Morte, il distruttore dei mondi”.

La figura di Einstein ha così profondamente cambiato il mondo che, ancora oggi, le sue teorie continuano a trovare riscontri in tutti i settori della scienza, dall'ingegneria all'informatica, dalla medicina alle comunicazioni. Una chicca prima di chiudere il pezzo. Il piccolo Albert iniziò a parlare molto tardi e i suoi professori si lamentavano spesso di lui definendolo assente e asociale. Il genio più famoso del 1900 era quello che oggi verrebbe definito “svogliato tra i banchi”. Il suo rendimento scolastico era mediocre e incontrava difficoltà nella scrittura e nell’interpretazione dei testi.

Nonostante questo non si può negare che Albert Einstein sia stato il vero e proprio genio del XX secolo. La storia di Einstein dimostra che per essere curioso, per essere un avido e dubbioso lettore, non è necessario presentare la pagella scolastica con nove e dieci. Anzi, fu proprio il suo modo particolare di risolvere i problemi e l’essere un sognatore che l’ha aiutato a diventare il più grande scienziato del mondo. Non certo i voti.

Smettiamola con l’emergenza climatica

Da oltre vent’anni l’opinione pubblica è allarmata da annunci di una imminente catastrofe climatica indotta dalle emissioni di anidride carbonica, CO2, conseguenti all’uso di combustibili fossili, da immissioni di gas serra e altri pseudo inquinanti. In realtà non esiste alcun allarme e tutto nasce da una serie di considerazioni prive di fondamento scientifico e, spesso, inventate. “Non ci sono più le mezze stagioni”, “Il riscaldamento globale scioglie i ghiacci”, “Questo è l’anno più caldo di sempre”.

Purtroppo tutte fregnacce, come dicono i veri esperti del clima. Si, è vero che ci sono stati e ci sono dei cambiamenti nel clima, ma questi sono assolutamente naturali e nulla hanno a che fare con l’attività antropica e, tanto meno con la quotidianità, con l’uso dell’auto a combustione e…tantomeno con il peto delle vacche (si è detto anche questo). Ma il progetto di cambiamento, enorme e profondo, si porta avanti per motivi geopolitici e interessi di parte legati a valori speculativi senza scrupoli. Intanto va osservato che le conoscenze sui cambiamenti climatici non vanno oltre 150-200 anni addietro per il fatto che, fino a quell’epoca, mancano i supporti storici di memoria delle condizioni ambientali e del vissuto.

Pertanto non possiamo conoscere cosa accadeva cinquecento o mille anni fa perché non sappiamo nulla ma proprio nulla di allora. I cambiamenti cennati avvengono con cadenze temporali molto grandi, anche millenni se non decine di millenni, e osservare solo gli ultimi anni è fuorviante e non può che portare in errore. Errori che sono valorizzati e diffusi come fossero verità incontrovertibili da accettare tout court e, invece, si tratta di spudorato falso. Quella del riscaldamento globale di origine antropica e il timore di eventi meteorologici estremi dovuti alle attività umane è un colossale e delinquenziale falso.

Anzi, con un po' di ironia, quest’anno sta finalmente facendo l’inverno, dopo alcuni anni di tepore e siccità. Ma in questa storia l’Uomo non c’entra proprio nulla, anche se una certa forza pseudopolitica di sinistra insiste nel voler dimostrare il contrario. Naturalmente lascio ai veri esperti del clima chiarire questa realtà, il mio pezzo, qui manoscritto, vuole solo sollevare il problema e richiamare alla verità ciò che, con forza e proclami da teleschermo, si vuole inculcare nella mente di chi, ignaro, ascolta. Due italiani, Nobel per la Fisica molto noti come Antonio Zichichi e Carlo Rubbia, hanno smentito che i cambiamenti climatici siano legati al modo di

vivere sul pianeta, ma l’elenco si fa molto lungo se si pensa che fra i nomi notissimi abbiamo il prof. Alberto Prestininzi della Sapienza di Roma, Franco Battaglia dell’Università di Modena, il prof. Prodi Fisico presso l’Università di Ferrara e fratello del Presidente Romano Prodi politico di lungo corso e, guarda caso, grande esponente della politica ambientalista di sinistra. E l’elenco può estendersi a oltre duecento veri scienziati, solo in Italia.

Peraltro a poche ore dall’insediamento di Trump e dal suo annuncio della cancellazione totale delle normative ambientali negli Stati Uniti, emerge in Europa una vicenda particolarmente grave. Secondo un’inchiesta riportata dal Netherlands news, importante organo di informazione dei Paesi bassi, si scopre che fondi pubblici e comunitari sarebbero stati utilizzati per finanziare attività di lobbying a favore delle politiche verdi dell’UE.

È un’ipotesi che mette a rischio la credibilità delle istituzioni europee, e non è una novità se si ricorda la politica fallimentare e criminale messa in atto per il Covid. Chiaramente sarebbe, questo, uno scandolo che potrebbe minare la credibilità sulla UE e sgomentare chi, fin oggi, ha dato credito a tutte le fregnacce novellate.

Se i sussidi pubblici vengono utilizzati per creare lobby che supportano le stesse politiche promosse dall’UE, siamo davanti a un evidente conflitto di interessi. Ciò mina ulteriormente la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Sarebbe più opportuno smetterla di imbrogliare la gente inventando un degrado della Terra che non esiste e impegnarci ad aiutare chi non è in grado di vivere e mangiare dignitosamente perché manca delle risorse minime.

Salina-Lipari, decedute le signora Antonina Mirabile vedova Rao e Francesca La Macchia vedova Basile

di anni 94 e 88 
 
Ai familiari le condoglanze del Notiziario delle Eolie

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