di Fabio Famularo
..."La serata era bellissima, una leggera brezza aveva ripulito completamente il cielo e le stelle, che a migliaia brillavano nell’oscurità, si potevano quasi contare una ad una.
L’aria che proveniva dal mare era umida e fresca, smuoveva i canneti e le ginestre come se volesse confondere i nostri pensieri.
Il mare era piatto, calmo, quasi immobile e la linea dell’orizzonte era costellata dalle centinaia di lucine rosse che provenivano dalle campane delle spadare. Erano dei piccoli lampioncini a petrolio utilizzati dai pescatori per segnalare la presenza delle reti alle grandi navi che passavano lungo quella rotta.
Anche a distanza di miglia, spinto dal vento, si poteva sentire il crepitio di quelle fiammelle e l’odore delle lampade a petrolio.
Immaginavo con grande nostalgia tutti i pescatori che in quel momento, sulle proprie barche uno vicino all’altro si raccontavano le loro storie di mare, fatte di leggende, imprese memorabili e pesche miracolose. Quasi mi sembrava di sentire quelle voci, e desiderai tanto essere lì"...

